«...un libro straordinario per grandezza d'ispirazione e intensità di stile, da mettere accanto ai pochi libri bellissimi della sua epoca»
ragazze amanti della lettura leggono un libro ogni due mesi e poi ne parlano insieme. Il gruppo è chiuso, le serate sono solo per le iscritte al Club
lunedì 18 febbraio 2019
2 APRILE - LE BRACI DI SANDOR MARAI
«...un libro straordinario per grandezza d'ispirazione e intensità di stile, da mettere accanto ai pochi libri bellissimi della sua epoca»
giovedì 27 dicembre 2018
12 FEBBRAIO - META' DI UN SOLE GIALLO
PRESSO SARTUPENSACITU.IT
Un romanzo dal respiro epico che si legge tutto di un fiato e si lascia malvolentieri: Metà di un sole giallo è ricostruzione dolorosa della memoria di un popolo, analisi lucida dei mali della Nigeria all’indomani dell’indipendenza, racconto corale attraverso il quale guardare al continente africano secondo molteplici e complesse prospettive.
Le voci sono quelle di Ugwu, adolescente impiegato come domestico a casa di Odenigbo, un ricercatore di matematica noto nella città universitaria di Nsukka per le sue idee rivoluzionarie; Olanna, bella e sensuale, figlia di un uomo d’affari nouveau riche, che ha studiato a Londra e abbandona la vita mondana per diventare la compagna di Odenigbo; Richard, un timido inglese giunto in Nigeria alla ricerca dell’autenticità africana, il cui destino incrocia quello di Kainene, abile donna d’affari dall’intelletto tagliente e sorella gemella di Olanna.
I caratteri dei personaggi si sviluppano nel periodo di pace successivo all’indipendenza della Nigeria (1960); nel salotto di Odenigbo si incontrano gli intellettuali di Nsukka per discutere di politica tra musica, buon cibo e cocktails; i dibattiti tra Odenigbo e Miss Adebayo lasciano intravedere le tracce di quei conflitti etnici che esploderanno poco più tardi, ma nei confronti dei quali il gruppo di docenti e scrittori si mostra sostanzialmente cieco, preso da altre vicende quali i diritti civili dei neri in America o l’intervento di De Gaulle in Algeria. Ma la storia incalza e attraverso le voci dei personaggi l’autrice racconta gli eventi che inducono gli Igbo delle province sudorientali alla creazione dello Stato del Biafra: il colpo di stato del 1966 condotto dagli stessi Igbo e le persecuzioni di cui sono vittima nei mesi immediatamente precedenti la secessione.
Così, mentre la comunità internazionale rifiuta di riconoscere il Biafra, il cui emblema è un sole nascente – metà di un sole giallo, appunto – la Nigeria si muove alla riconquista di quei territori tanto preziosi per i giacimenti petroliferi, sostenuta da Gran Bretagna, Russia ed Egitto. Il destino della neonata repubblica è spacciato, ma i biafrani credono in una rapida vittoria grazie alla persuasiva propaganda di regime che, con l’aggravarsi della situazione, non esita a occultare informazioni, mentre chiunque palesi le proprie perplessità e osi guardare oltre gli slogan viene condannato come sabotatore.
La vita dei protagonisti è così attraversata e sconvolta dalla guerra; Olanna perde tutto, abbandona una casa in cui regnava l’abbondanza per una stanza squallida in un sovraffollato condominio e si ritrova in coda per ricevere il cibo degli aiuti umanitari, mentre Odenigbo, il rivoluzionario, discende nell’inferno della depressione e dell’alcol e Ugwu viene sottoposto a un reclutamento forzato durante il quale si rende colpevole di un’atrocità che lo segnerà per sempre.
Sono pagine dure quelle dedicate ai campi profughi e alla gestione degli aiuti umanitari: corruzione, umana meschinità e bassezze di vario genere portano al disgregarsi delle relazioni umane e dei vincoli di solidarietà, mentre le bombe cadono senza pietà e i bambini muoiono sotto i colpi della fame.
Ma questo romanzo racconta anche l’evoluzione interiore dei personaggi: così, la cinica e sarcastica Kainene, finirà col dedicare le sue doti di abile e scaltra donna d’affari alla gestione di un campo profughi, dopo aver guardato in faccia quanto orribile possa essere la morte durante la guerra. Il suo compagno Richard riesce a immergersi sempre di più nella complessità umana, politica e sociale della Nigeria, fino a definirsi biafrano, anche se sarà sempre guardato con diffidenza perché “bianco” e trattato da estraneo. Sogna di scrivere un libro, Richard, e lo trasforma più volte: dall’archeologia alle moderne colpe degli occidentali in Africa.
Così come Olanna trasforma l’amore incondizionato e acritico per il proprio uomo in un sentimento più consapevole e riuscirà a trovare una forza inaspettata, che le permetterà di resistere all’abbrutimento fisico e morale che sempre la guerra porta con sé.
E infine la scrittura: mentre Richard vi rinuncia, per Ugwu sarà l’appiglio che gli consentirà di mantenere salda la propria umanità e riscattarla, ricostruire la memoria personale e collettiva, mettere a posto i pezzi, gridare “Il mondo taceva, mentre noi morivamo”.
lunedì 26 novembre 2018
INCONTRO CON FABIO CREMONESI - VINCOLI DI HARUF - 15 gennaio 2019
presso la passeggiata Libro caffè
Torna in libreria Kent Haruf, il caso editoriale degli ultimi anni. Con Vincoli si torna a Holt, anzi si va alle origini di Holt, a cavallo tra Ottocento e Novecento nel primo romanzo che ha imposto Haruf all’attenzione del pubblico americano. Un viaggio nella storia di una famiglia delle pianure americane, narrata dalla voce della loro vicina, Sanders Roscoe. Un romanzo corale e travolgente, intenso e poetico, con cui Haruf inizia il suo viaggio nell’America rurale, teatro delle sofferenze e metafora della tenacia dello spirito umano, anticipando tutti gli elementi che rendono unica la sua poetica.
lunedì 5 novembre 2018
11 DICEMBRE - UNA DONNA IN BILICO DI LUCIA EXTEBARRIA
PRESSO CARDAMOMOBISTROT.IT
Una donna che racconta se stessa, in prima persona e senza nessuna concessione all'ipocrisia: e ci narra di un passato torbido, di una scrittrice che affronta i temi della tossicodipendenza per poi finire a sua volta preda di un'esistenza tumultuosa, dominata dall'alcool e dalle droghe. Ma c'è un momento di svolta, ed è un viaggio di lavoro negli Stati Uniti: qui la donna scrittrice allo sbando conosce finalmente un uomo di cui si innamora e da cui si accorge, una volta tornata in Spagna, sua terra di origine, di aspettare un figlio. È la sorpresa che decreta la fine di un certo tipo di vita: adesso la protagonista si trova in bilico tra un passato in cui deve mettere ordine e un futuro nuovo, che la attende inesorabile.
giovedì 13 settembre 2018
quinto compleanno - 25 settembre - UN GIORNO DI DAVID NICHOLLS
ormai siamo al ventottesimo incontro👸
OSPITI SPECIALI: IRENE SCHIAVETTA E FIORENZA GIORGI
martedì 17 luglio 2018
30 ottobre - la porta di MAGDA SZABO
Siamo nella Budapest della metà del XX secolo e la Storia ungherese con le sue tragedie filtra sullo sfondo.
La voce
narrante del romanzo è quella di Magda, una scrittrice che, dopo un
periodo di “congelamento” professionale, sta tornando ad essere
pubblicata ed apprezzata.
L’incontro
con Emerenc, una donna dalla vita misteriosa e dalla personalità ruvida
che accetterà di fare la governante per Magda e suo marito, avrà un
impatto inaspettato nella sua esistenza.
Le due
donne sono molto diverse ma nonostante i continui scontri, dovuti alla
difficoltà di capirsi realmente, fra loro nascerà un rapporto profondo.
E’
impossibile resistere ad Emerenc. Donna dalle convinzioni granitiche,
fiera, instancabile, tradizionalista, anarchica, anticlericale, con
capacità quasi magiche di “addestrare” animali, Emerenc nasconde
caparbiamente la complessità della sua storia.
La porta
della sua casa è inaccessibile a tutti, così come la sua essenza.
Concede solo piccoli pezzi di se ai pochi ammessi alla sua “corte”
donandone ad ognuno un frammento diverso, così da impedire la
ricostruzione del puzzle.
Magda,
grazie al legame che nel corso di vent’anni diventerà sempre più
viscerale, sarà in grado di superare questo scudo, scoprendo aspetti
profondamente toccanti che la costringeranno ad uno spietato esame di
coscienza.
E quando
si troverà a dover fare una scelta difficile, con la sua decisione
innescherà conseguenze inaspettate che segneranno la sua anima.
Questo
romanzo è stato pubblicato nel 1987 ma è giunto a noi con quasi due
decenni di ritardo a causa del complesso periodo storico-politico
ungherese.
Abbiamo
rischiato di perderci una perla, un libro dalla prosa raffinata e molto
coinvolgente. La storia narrata è, per ammissione della stessa autrice,
almeno in parte, autobiografica. E’ un’opera importante.
Per noi
lettori, perché i suoi personaggi e le loro vicende hanno la capacità di
restarci dentro e di farci riflettere sull’importanza della
comprensione e del rispetto.
Per la
scrittrice, perché a settant’anni, grazie ad essa, ha affrontato un
periodo particolare della sua vita e reso un omaggio ricco di umanità,
sincero e vitale ad una figura veramente mitologica.
venerdì 15 giugno 2018
17 LUGLIO - I FORMIDABILI FRANK con MICHAEL
Ogni infanzia racchiude in sé emozioni, esperienze e impressioni uniche
destinate a plasmare irrimediabilmente gli adulti che saremo. Michael lo
sa bene, e sa anche che la sua infanzia è stata eccezionale. È
cresciuto a Laurel Canyon, sulle verdeggianti colline della Los Angeles
degli anni Settanta, circondato dall'affetto delle famiglie dei
genitori, legate a doppio filo essendo nate dai matrimoni di due coppie
di fratelli. Ma c'è una persona in particolare che ha fatto di
un'infanzia fuori dal comune il perfetto materiale per un romanzo di
Henry James se avesse vissuto a Hollywood o per un film di Wes Anderson:
zia Hank. Harriet Frank Ravetch, detta Hank, è una sceneggiatrice di
Hollywood dalla personalità stravagante e magnetica: insieme a suo
marito, lo zio Irving, anch'egli sceneggiatore, la donna, che non ha
figli, si propone di far conoscere il mondo al nipote prediletto,
trasmettendogli il suo punto di vista, il suo gusto, il suo «occhio» -
insindacabile, ça va sans dire - per l'arte, la letteratura, gli oggetti
e le persone. L'autore cresce così in un universo gerarchizzato inb. e
n.b., buono e non buono, seguendo il precetto del creare «bellezza
sempre». Tra mercatini dell'antiquariato e negozi di arredamento, serate
a teatro e battute shakespeariane imparate a memoria, la zia «rapisce»
il nipote e si trasforma inconsapevolmente in un dispotico Pigmalione.
Solo grazie a questa formazione totalizzante Michael potrà essere un
Formidabile Frank degno del suo nome. Col passare degli anni, però, il
bambino diventato un ragazzo si rende conto di dover prendere le
distanze dagli zii per poter crescere. La voglia di indipendenza si
scontrerà con la caparbietà irriducibile di Hank, che condiziona non
solo Michael, ma anche l'intera famiglia. Ma questa eccezionale figura,
una sorta di «zia Mame» realmente esistente, non è l'unica Formidabile
degna di essere raccontata: ci sono la nonna Huffy e la nonna Sylvia,
che si odiano ma vivono insieme da quando sono rimaste vedove; i
genitori di Michael, Merona e Marty, trattati come eterni fratelli
minori; lo zio Irving, la sua freschezza, i suoi riti e la sua devozione
per la moglie. E poi ci sono i luoghi, che sembrano assecondare
l'ascesa e il declino delle persone che li affollano: l'appartamento
delle nonne a dieci minuti di macchina da Laurel Canyon, la sontuosa
maison degli zii, il mondo segreto dello stanzino dello zio Irving, le
camere d'albergo, le sistemazioni temporanee o le case di altri che
soffrono del tocco magico delle decorazioni della zia Hank.
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