lunedì 18 febbraio 2019

2 APRILE - LE BRACI DI SANDOR MARAI




Dopo quarantun anni due uomini, che da giovani sono stati inseparabili, tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l’altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null’altro contava, per loro. Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare. Tutto converge verso un «duello senza spade» – e ben più crudele. Tra loro, nell’ombra, il fantasma di una donna. E il lettore sente la tensione salire, riga dopo riga, fino all’insostenibile.

«...un libro straordinario per grandezza d'ispirazione e intensità di stile, da mettere accanto ai pochi libri bellissimi della sua epoca»

giovedì 27 dicembre 2018

12 FEBBRAIO - META' DI UN SOLE GIALLO

PRESSO SARTUPENSACITU.IT

Un romanzo dal respiro epico che si legge tutto di un fiato e si lascia malvolentieri: Metà di un sole giallo è ricostruzione dolorosa della memoria di un popolo, analisi lucida dei mali della Nigeria all’indomani dell’indipendenza, racconto corale attraverso il quale guardare al continente africano secondo molteplici e complesse prospettive.
Le voci sono quelle di Ugwu, adolescente impiegato come domestico a casa di Odenigbo, un ricercatore di matematica noto nella città universitaria di Nsukka per le sue idee rivoluzionarie; Olanna, bella e sensuale, figlia di un uomo d’affari nouveau riche, che ha studiato a Londra e abbandona la vita mondana per diventare la compagna di Odenigbo; Richard, un timido inglese giunto in Nigeria alla ricerca dell’autenticità africana, il cui destino incrocia quello di Kainene, abile donna d’affari dall’intelletto tagliente  e sorella gemella di Olanna.
I caratteri dei personaggi si sviluppano nel periodo di pace successivo all’indipendenza della Nigeria (1960); nel salotto di Odenigbo si incontrano gli intellettuali di Nsukka per discutere di politica tra musica, buon cibo e cocktails; i dibattiti tra Odenigbo e Miss Adebayo lasciano intravedere le tracce di quei conflitti etnici che esploderanno poco più tardi, ma nei confronti dei quali il gruppo di docenti e scrittori si mostra sostanzialmente cieco, preso da altre vicende quali i diritti civili dei neri in America o l’intervento di De Gaulle in Algeria. Ma la storia incalza e attraverso le voci dei personaggi l’autrice racconta gli eventi che inducono gli Igbo delle province sudorientali alla creazione dello Stato del Biafra: il colpo di stato del 1966 condotto dagli stessi Igbo e le persecuzioni di cui sono vittima nei mesi immediatamente precedenti la secessione.
Così, mentre la comunità internazionale rifiuta di riconoscere il Biafra, il cui emblema è un sole nascente – metà di un sole giallo, appunto –  la Nigeria si muove alla riconquista di quei territori tanto preziosi per i giacimenti petroliferi, sostenuta da Gran Bretagna, Russia ed Egitto. Il destino della neonata repubblica è spacciato, ma i biafrani credono in una rapida vittoria grazie alla persuasiva propaganda di regime che, con l’aggravarsi della situazione, non esita a occultare informazioni, mentre chiunque palesi le proprie perplessità e osi guardare oltre gli slogan viene condannato come sabotatore.
La vita dei protagonisti è così attraversata e sconvolta dalla guerra; Olanna perde tutto, abbandona una casa in cui regnava l’abbondanza per una stanza squallida in un sovraffollato condominio e si ritrova in coda per ricevere il cibo degli aiuti umanitari, mentre Odenigbo, il rivoluzionario, discende nell’inferno della depressione e dell’alcol e Ugwu viene sottoposto a un reclutamento forzato durante il quale si rende colpevole di un’atrocità che lo segnerà per sempre.
Sono pagine dure quelle dedicate ai campi profughi e alla gestione degli aiuti umanitari: corruzione, umana meschinità e bassezze di vario genere portano al disgregarsi delle relazioni umane e dei vincoli di solidarietà, mentre le bombe cadono senza pietà e i bambini muoiono sotto i colpi della fame.
Ma questo romanzo racconta anche l’evoluzione interiore dei personaggi: così, la cinica e sarcastica Kainene, finirà col dedicare le sue doti di abile e scaltra donna d’affari alla gestione di un campo profughi, dopo aver guardato in faccia quanto orribile possa essere la morte durante la guerra. Il suo compagno Richard riesce a immergersi sempre di più nella complessità umana, politica e sociale della Nigeria, fino a definirsi biafrano, anche se sarà sempre guardato con diffidenza perché “bianco” e trattato da estraneo. Sogna di scrivere un libro, Richard, e lo trasforma più volte: dall’archeologia alle moderne colpe degli occidentali in Africa.
Così come Olanna trasforma l’amore incondizionato e acritico per il proprio uomo in un sentimento più consapevole e riuscirà a trovare una forza inaspettata, che le permetterà di resistere all’abbrutimento fisico e morale che sempre la guerra porta con sé.
E infine la scrittura: mentre Richard vi rinuncia, per Ugwu sarà l’appiglio che gli consentirà di mantenere salda la propria umanità e riscattarla, ricostruire la memoria personale e collettiva, mettere a posto i pezzi, gridare “Il mondo taceva, mentre noi morivamo”.

lunedì 26 novembre 2018

INCONTRO CON FABIO CREMONESI - VINCOLI DI HARUF - 15 gennaio 2019

presso la passeggiata Libro caffè



Torna in libreria Kent Haruf, il caso editoriale degli ultimi anni. Con Vincoli si torna a Holt, anzi si va alle origini di Holt, a cavallo tra Ottocento e Novecento nel primo romanzo che ha imposto Haruf all’attenzione del pubblico americano. Un viaggio nella storia di una famiglia delle pianure americane, narrata dalla voce della loro vicina, Sanders Roscoe. Un romanzo corale e travolgente, intenso e poetico, con cui Haruf inizia il suo viaggio nell’America rurale, teatro delle sofferenze e metafora della tenacia dello spirito umano, anticipando tutti gli elementi che rendono unica la sua poetica.

lunedì 5 novembre 2018

11 DICEMBRE - UNA DONNA IN BILICO DI LUCIA EXTEBARRIA





Una donna che racconta se stessa, in prima persona e senza nessuna concessione all'ipocrisia: e ci narra di un passato torbido, di una scrittrice che affronta i temi della tossicodipendenza per poi finire a sua volta preda di un'esistenza tumultuosa, dominata dall'alcool e dalle droghe. Ma c'è un momento di svolta, ed è un viaggio di lavoro negli Stati Uniti: qui la donna scrittrice allo sbando conosce finalmente un uomo di cui si innamora e da cui si accorge, una volta tornata in Spagna, sua terra di origine, di aspettare un figlio. È la sorpresa che decreta la fine di un certo tipo di vita: adesso la protagonista si trova in bilico tra un passato in cui deve mettere ordine e un futuro nuovo, che la attende inesorabile.

giovedì 13 settembre 2018

quinto compleanno - 25 settembre - UN GIORNO DI DAVID NICHOLLS

ormai siamo al ventottesimo incontro👸


OSPITI SPECIALI: IRENE SCHIAVETTA E FIORENZA GIORGI

Edimburgo, 1988. È l'ultimo giorno di università, e per Emma e Dexter sta finendo un'epoca. Si sono appena laureati e il giorno successivo partiranno per iniziare la loro nuova vita. Dopo una serata di festeggiamenti e grandi bevute sono finiti nello stesso letto. Quel giorno, il 15 luglio 1988, Dexter ed Emma si amano e si dicono addio per la prima volta, decidendo di rimanere solo amici. Emma andrà a Londra dove farà la cameriera in un pessimo ristorante messicano in cui incontrerà Ian, uomo con cui intreccerà una relazione e andrà a convivere, e, successivamente, riuscirà a ottenere un impiego come insegnante di Lettere. Nel frattempo Dexter entra nel mondo dello spettacolo presentando un programma televisivo di dubbio gusto. È diventato dipendente dalle droghe, dal sesso facile e dalle personalità di bassa categoria che popolano il suo mondo solo apparentemente perfetto. Ma ogni 15 luglio è un momento speciale per entrambi: dove sarà Emma, cosa farà Dexter? Per venti anni, in quel giorno, si terranno in contatto. Nel corso di venti anni, ogni anno, per un giorno, saranno di nuovo assieme e si racconteranno tutto, senza poter mai dire di essere innamorati l'uno dell'altra.

martedì 17 luglio 2018

30 ottobre - la porta di MAGDA SZABO


Siamo nella Budapest della metà del XX secolo e la Storia ungherese con le sue tragedie filtra sullo sfondo.
La voce narrante del romanzo è quella di Magda, una scrittrice che, dopo un periodo di “congelamento” professionale,  sta tornando ad essere pubblicata ed apprezzata.
L’incontro con Emerenc, una donna dalla vita misteriosa e dalla personalità ruvida che accetterà di fare la governante per Magda e suo marito, avrà un impatto inaspettato nella sua esistenza.
Le due donne sono molto diverse ma nonostante i continui scontri, dovuti alla difficoltà di capirsi realmente, fra loro nascerà un rapporto profondo.
E’ impossibile resistere ad Emerenc. Donna dalle convinzioni granitiche, fiera, instancabile, tradizionalista, anarchica, anticlericale, con capacità quasi magiche di “addestrare” animali, Emerenc nasconde caparbiamente la complessità della sua storia.
La porta della sua casa è inaccessibile a tutti, così come la sua essenza. Concede solo piccoli pezzi di se ai pochi ammessi alla sua “corte” donandone ad ognuno un frammento diverso, così da impedire la ricostruzione del puzzle.
Magda, grazie al legame che nel corso di vent’anni diventerà sempre più viscerale, sarà in grado di superare questo scudo, scoprendo aspetti profondamente toccanti che la costringeranno ad uno spietato esame di coscienza.
E quando si troverà a dover fare una scelta difficile, con la sua decisione innescherà conseguenze inaspettate che segneranno la sua anima.
Questo romanzo è stato pubblicato nel 1987 ma è giunto a noi con quasi due decenni di ritardo a causa del complesso periodo storico-politico ungherese.
Abbiamo rischiato di perderci una perla, un libro dalla prosa raffinata e molto coinvolgente. La storia narrata è, per ammissione della stessa autrice, almeno in parte, autobiografica. E’ un’opera importante.
Per noi lettori, perché i suoi personaggi e le loro vicende hanno la capacità di restarci dentro e di farci riflettere sull’importanza della comprensione e del rispetto.
Per la scrittrice, perché a settant’anni, grazie ad essa, ha affrontato un periodo particolare della sua vita e reso un omaggio ricco di umanità, sincero e vitale ad una figura veramente mitologica.

venerdì 15 giugno 2018

17 LUGLIO - I FORMIDABILI FRANK con MICHAEL

Ogni infanzia racchiude in sé emozioni, esperienze e impressioni uniche destinate a plasmare irrimediabilmente gli adulti che saremo. Michael lo sa bene, e sa anche che la sua infanzia è stata eccezionale. È cresciuto a Laurel Canyon, sulle verdeggianti colline della Los Angeles degli anni Settanta, circondato dall'affetto delle famiglie dei genitori, legate a doppio filo essendo nate dai matrimoni di due coppie di fratelli. Ma c'è una persona in particolare che ha fatto di un'infanzia fuori dal comune il perfetto materiale per un romanzo di Henry James se avesse vissuto a Hollywood o per un film di Wes Anderson: zia Hank. Harriet Frank Ravetch, detta Hank, è una sceneggiatrice di Hollywood dalla personalità stravagante e magnetica: insieme a suo marito, lo zio Irving, anch'egli sceneggiatore, la donna, che non ha figli, si propone di far conoscere il mondo al nipote prediletto, trasmettendogli il suo punto di vista, il suo gusto, il suo «occhio» - insindacabile, ça va sans dire - per l'arte, la letteratura, gli oggetti e le persone. L'autore cresce così in un universo gerarchizzato inb. e n.b., buono e non buono, seguendo il precetto del creare «bellezza sempre». Tra mercatini dell'antiquariato e negozi di arredamento, serate a teatro e battute shakespeariane imparate a memoria, la zia «rapisce» il nipote e si trasforma inconsapevolmente in un dispotico Pigmalione. Solo grazie a questa formazione totalizzante Michael potrà essere un Formidabile Frank degno del suo nome. Col passare degli anni, però, il bambino diventato un ragazzo si rende conto di dover prendere le distanze dagli zii per poter crescere. La voglia di indipendenza si scontrerà con la caparbietà irriducibile di Hank, che condiziona non solo Michael, ma anche l'intera famiglia. Ma questa eccezionale figura, una sorta di «zia Mame» realmente esistente, non è l'unica Formidabile degna di essere raccontata: ci sono la nonna Huffy e la nonna Sylvia, che si odiano ma vivono insieme da quando sono rimaste vedove; i genitori di Michael, Merona e Marty, trattati come eterni fratelli minori; lo zio Irving, la sua freschezza, i suoi riti e la sua devozione per la moglie. E poi ci sono i luoghi, che sembrano assecondare l'ascesa e il declino delle persone che li affollano: l'appartamento delle nonne a dieci minuti di macchina da Laurel Canyon, la sontuosa maison degli zii, il mondo segreto dello stanzino dello zio Irving, le camere d'albergo, le sistemazioni temporanee o le case di altri che soffrono del tocco magico delle decorazioni della zia Hank.